La promozione della salute, ivi compresa quella orale, rappresenta un fattore di crescita socio-culturale e deve essere basata su interventi multidisciplinari con il coinvolgimento di diversi attori (pediatri, neonatologi, odontoiatri, igienisti dentali, insegnanti, genitori).

La promozione dell’allattamento al seno, di stili di vita salutari, di una dieta appropriata, rappresentano tutti fattori importanti per favorire e mantenere una buona salute generale e orale.

La carie è una patologia multifattoriale a carattere infettivo e rappresenta una delle malattie croniche più diffuse in tutto il mondo, per questo è importante attuare misure preventive al fine di ridurre il rischio di nuove lesioni e arrestare la progressione delle lesioni in fase iniziale.

Un’elevata concentrazione di batteri cariogeni, abitudini alimentari inappropriate, un inadeguato flusso salivare, un’esposizione al fluoro insufficiente e una scarsa igiene orale sono riconosciuti come importanti fattori di rischio per la malattia.

Nello specifico si va ad analizzare le principali misure di igiene orale sia negli adulti che nei bambini.

Per prevenire la carie è fondamentale prima di tutto l’igiene orale, utilizzando spazzolino manuale o elettrico, dentifricio di buona qualità contenente fluoro, filo interdentale e collutorio.

Lo spazzolino è sicuramente il protagonista indiscusso dell’igiene orale casalinga, che dovrebbe essere eseguita quotidianamente, subito dopo i pasti ed almeno due o tre volte al giorno. 


L’azione meccanica, coadiuvata dal dentifricio, permette di rimuovere la placca batterica che si forma sulla superficie dei denti, causa principale anche delle irritazioni gengivali. Oltre che prevenire la carie, lavare regolarmente i denti riduce infatti il rischio di infiammazione delle gengive, che può portare a gravi disturbi.

Pur essendo ben noto lo spazzolino come lo strumento ideale per pulire denti, bocca e gengive, pochi (purtroppo) lo usano correttamente.

Un suo impiego adeguato, infatti, costituisce l’arma più efficace per prevenire carie e disturbi gengivali in genere, ed evitare – quanto possibile – il deposito di placca batterica e tartaro sullo smalto dentale e negli spazi interdentali. 


Occorre anche dire che negli ultimi anni si è diffuso l’uso dello spazzolino elettrico, dotato di movimento oscillante-rotatorio, con un’efficacia di spazzolamento superiore a quella dello spazzolamento manuale. L'uso di spazzolini elettrici di marche note è dunque altamente consigliato.

Lo spazzolino, in generale, deve avere dimensioni proporzionate alla propria bocca e preferibilmente setole di nylon di durezza media: spazzolini troppo rigidi non aggiungono nulla all’efficacia dello spazzolamento, ma possono essere dannosi. La modalità è altrettanto importante, spazzolare i denti con un movimenti orizzontali energici NON solo non permette di rimuovere la placca, che così facendo viene trascinata e depositata negli interstizi dentali dove ristagna, ma tende a pressarla nel solco gengivale, favorendo l'insorgere di tartaro, carie e gengivite. Inoltre questa azione contribuisce meccanicamente a distaccare la gengiva dai colletti dentali provocando le recessioni gengivali e in alcuni casi può addirittura provocare erosioni con una forma caratteristica, visibile e percepibile come un gradino nella zona del dente più vicina al colletto.
Per un adeguata pulizia lo spazzolino va sempre mosso dalla gengiva verso il dente. In altre parole, per pulire i denti superiori il suo movimento deve avvenire verso il basso, non verso l'alto, in modo da penetrare con le setole anche negli interstizi dentali e con un inclinazione di 45 gradi, per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale portandola via verso la fine del dente.
Per la parte inferiore della bocca vale l'opposto, cioè il movimento deve procedere verso l'alto; ovviamente l'operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna, spesso tralasciata. Per quanto riguarda invece la pulizia della parte masticatoria dei denti posteriori, l'ideale è spazzolare queste superfici prima dal dietro verso l'avanti e viceversa e poi, ad operazione conclusa, con il solito movimento laterale per pulire gli interstizi dentali.
In alternativa lo spazzolino va inclinato di 45° rispetto all'asse lungo del dente, per permettere alle setole di rimuovere la placca batterica dal solco gengivale, e passato con un movimento rotatorio.
E' di estrema importanza rimuovere la placca batterica dai solchi occlusali di molari e premolari, proprio perché tali aree sono le più predisposte alla carie.

Lo spazzolamento è quindi il presupposto essenziale per un'adeguata pulizia, mentre il dentifricio si limita a facilitarne ed a coadiuvarfne l'azione, rendendola anche più gradevole grazie agli aromatizzanti in esso contenuti, che contribuiscono a lasciare momentaneamente l'alito fresco ed a mascherare alitosi di qualsiasi genere. All'interno dei dentifrici possono comunque essere presenti alcune sostanze chimiche dotate di particolari proprietà (antiplacca, mineralizzanti, antitartaro ecc).

Il dentifricio viene quindi usato per mantenere i denti puliti, ma anche sani ed esteticamente gradevoli, rinfrescando allo stesso tempo il cavo orale.

L’azione combinata spazzolino e dentifricio permette prima di sollevare la placca batterica e poi di rimuoverla mantenendola in sospensione, racchiusa nelle bollicine della schiuma. D'altronde è importante notare che l'uso del dentifricio tende a ridurre l'impegno ed il tempo necessario per l'esecuzione di un adeguato spazzolamento.

Di fondamentale importanza è la quantità di dentifricio utilizzato: siamo portati dalle pubblicità a ricoprire l’intera superficie dello spazzolino con ingenti quantità di pasta dentifricia, ma al contrario la schiuma prodotta, impedisce il controllo visivo della posizione e del movimento delle setole durante le manovre di pulizia e obbliga spesso, per il gusto troppo forte, al bisogno di sputare interrompendo l'azione di spazzolamento prima del previsto.

Ingenti quantità di dentifrici ad azione abrasiva, soprattutto laddove c’è una maniacale cura dell’estetica, oltre che dell’igiene orale, provoca un continuo danno erosivo sulla superficie dello smalto favorendo l’esposizione della dentina. La conseguenza è una maggiore sensibilità oltre che una peggiore estetica, perdendo l’elemento dentario la lucentezza e assumendo un colore più scuro, proprio degli strati più interni del dente.

Un'altra ragione per cui è bene non esagerare con le quantità di dentifricio consiste nel rischio di assorbire eccessive quantità di fluoro; questo minerale, per fissarsi sui denti, ha comunque bisogno di essere mantenuto in sede per un tempo adeguato.

In particolar modo, soprattutto nei bambini, l’uso dei dentifrici fluorati richiede molta attenzione.

Questi ultimi rappresentano indubbiamente un mezzo di somministrazione di primaria importanza nella prevenzione della carie.

Gli individui in tenera età, tuttavia, non sapendo ancora controllare efficacemente il riflesso della deglutizione, tendono a ingerire involontariamente parte del dentifricio apportato durante le manovre di igiene orale domiciliare, con conseguente assorbimento sistemico.

Un’assunzione eccessiva e protratta nel tempo di fluoro, (acqua fluorata, dentifricio, supplementi fluorati,latte in formula) durante l’età pediatrica può essere causa di fluorosi dentale, patologia che si manifesta con macchie dello smalto. E’, quindi, consigliabile un’accurata supervisione della quantità di dentifricio fluorato somministrato al bambino nei primi anni di vita da parte del genitore (pea-size) per ridurre al minimo il rischio di fluorosi.

I collutori fluorati, date le concentrazioni di fluoro contenute, sono invece meno indicati nei bambini sempre a causa della possibile ingestione accidentale.

L'uso del filo interdentale è altrettanto consigliato, in quanto aiuta a rimuovere la placca nei punti difficili da raggiungere con lo spazzolino.

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dottori Giuseppe e Franco Mercurio  

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