Carie dentale: cause, diagnosi e trattamento
La carie è una malattia infettiva del dente causata dall’azione demineralizzante degli acidi prodotti dai batteri della placca. Evolve silenziosamente: i sintomi compaiono solo quando il danno ha già raggiunto la dentina.
Cause e fattori di rischio

L’origine è multifattoriale. La placca — biofilm batterico che si forma entro 24 ore dalla pulizia — fermentando i carboidrati produce acidi che abbassano il pH al di sotto di 5,5, soglia critica per la decalcificazione dello smalto. I principali fattori predisponenti: igiene orale insufficiente, dieta ricca di zuccheri e acidi, scarsa esposizione al fluoro, ridotto flusso salivare, difetti strutturali dello smalto, predisposizione genetica. Nei pazienti anziani, i farmaci che riducono la salivazione e la recessione gengivale aumentano il rischio di carie radicolare.
Sintomi
La carie iniziale, limitata allo smalto, è asintomatica. Il dolore compare quando viene coinvolta la dentina: prima in risposta a stimoli termici o dolci, poi spontaneamente. Un dolore intenso e persistente indica coinvolgimento pulpare (pulpite).

Diagnosi

La valutazione si basa su ispezione visiva, esplorazione con sonda sottile e radiografie dentali periodiche. Nei casi dubbi si ricorre a coloranti specifici, transilluminazione a fibre ottiche o dispositivi che rilevano variazioni di conduttività elettrica e riflettività laser.
Trattamento
Le lesioni incipienti limitate allo smalto si trattano con rimineralizzazione: igiene domiciliare intensiva, applicazioni topiche di fluoro, dentifrici ad alto dosaggio fluorurato. Il fluoruro di diammina d’argento può arrestare e remineralizzare le lesioni attive, sebbene colori permanentemente il tessuto cariato di nero.
Quando la carie infiltra la dentina, è necessaria la rimozione meccanica con turbina seguita da restauro. I materiali variano in base a sede ed estensione: amalgama d’argento (durevolezza superiore a 14 anni, spesso oltre 40 con buona igiene), resine composite (esteticamente superiori, indicati sia anteriormente che posteriormente), vetroionomero (rilascia fluoro, indicato nelle zone a basso stress masticatorio). Nei casi di distruzione coronale severa si ricorre a devitalizzazione, ricostruzione con perno e cappetta protesica.

Prevenzione

La carie è quasi interamente prevenibile. I pilastri della prevenzione: spazzolamento efficace almeno ogni 24 ore (spazzolino elettrico per 2 minuti o manuale morbido per 3-4 minuti), uso quotidiano del filo interdentale, dentifricio fluorurato, pulizie professionali regolari. Sigillanti in resina su solchi e fessure profondi nei denti posteriori. Integratori di fluoro orali per bambini dai 6 mesi ai 16 anni quando l’acqua potabile non è adeguatamente fluorurata. Nei soggetti ad alto rischio: sciacqui con clorexidina 0,12%, xilitolo in gomme o caramelle dure, dentifrici a 5000 ppm di fluoro.
Il modo migliore per fare prevenzione consiste nell’effettuare i controlli periodici ogni 6-12 mesi. Dopo un’accurata visita clinica e strumentale, sarà possibile valutare quali sono i denti interessati da un processo carioso o che presto svilupperanno una lesione.
Intervenire quando la lesione è minima, è essenziale per prevenire danni maggiori.
A livello conservativo, attualmente il trattamento di un elemento dentario cariato o fratturato può avvenire mediante l’utilizzo di materiale composito per applicazione diretta, intarsi in composito o ricostruzioni in amalgama d’argento. Quest’ultima, pur non essendo il materiale di elezione per risultato estetico e per contenuto in mercurio, trova ancora oggi un utilizzo in particolari condizioni.

